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Manutenzione della caldaia a GPL: quando è obbligatoria e che multa rischi se la salti
Chi riscalda la propria casa a GPL lo sa: la caldaia a gas è il cuore dell’impianto. E, come ogni impianto a gas, va sottoposta a manutenzione periodica. Non è solo buon senso: è un obbligo di legge, e chi lo dimentica rischia una sanzione tutt’altro che simbolica.
Vediamo con ordine che cosa prevede la normativa, chi deve occuparsene e come restare tranquilli.
Perché la manutenzione è obbligatoria
Le attività di controllo e manutenzione degli impianti termici sono disciplinate dal D.P.R. 74/2013, che le rende obbligatorie per tutti gli impianti in funzione, compresi quelli alimentati a GPL. L’obiettivo è mantenere l’impianto efficiente nel tempo: una caldaia a GPL curata lavora meglio, consuma meno gas e ti si vede in bolletta.
La periodicità non è uguale per tutti: dipende dal tipo di apparecchio e dalla sua potenza, ed è indicata nel libretto d’uso e manutenzione del tuo impianto. In genere l’intervento si ripete ogni uno o due anni, ma la parola definitiva ce l’hanno il libretto e il tuo tecnico. La manutenzione va sempre affidata a un tecnico abilitato.
Chi è il responsabile: proprietario o inquilino?
La risposta cambia a seconda della situazione:
- Casa di proprietà in cui abiti: il responsabile sei tu.
- Casa in affitto: la manutenzione ordinaria spetta all’inquilino (art. 1576 del Codice Civile), mentre gli interventi straordinari restano in capo al proprietario.
- Terzo responsabile: in alcuni casi la responsabilità può essere affidata formalmente a un soggetto terzo incaricato.
Quanto costa non essere in regola
L’art. 15, comma 5 del D.Lgs. 192/2005 prevede, per il proprietario, il conduttore, l’amministratore di condominio o l’eventuale terzo responsabile che non provveda alle operazioni di controllo e manutenzione dell’impianto, una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro.
C’è anche una responsabilità dal lato tecnico: l’operatore incaricato che non redige e sottoscrive il rapporto di controllo tecnico rischia a sua volta una sanzione (da 1.000 a 6.000 euro). Motivo in più per rivolgersi a professionisti seri.
I controlli avvengono a campione: le autorità competenti incrociano i dati dei catasti regionali degli impianti termici e verificano chi non risulta in regola.
Il libretto di impianto
Ogni impianto deve avere il proprio libretto, aggiornato con gli interventi effettuati: è il documento che “racconta” la storia della tua caldaia. Tienilo in ordine e assicurati che il tecnico vi annoti ogni intervento.
Come metterti in regola (e restare tranquillo)
- Affidati a un tecnico abilitato per la manutenzione periodica, secondo la cadenza indicata dal libretto.
- Conserva e aggiorna il libretto di impianto.
- Segna in agenda la prossima scadenza, così non ti riduci all’ultimo con i primi freddi.
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